mercoledì 24 febbraio 2010

L'aggiornamento di questo blog è sospeso. Potete trovare maggiori informazioni sul giornalista freelance Alessandro Alviani al sito www.alessandroalviani.eu
Grazie a tutti quelli che hanno letto ecogermania.com o hanno deciso di segnalarlo sui loro blog.

lunedì 19 gennaio 2009

Quasi due milioni di posti di lavoro verdi

Sarà stata anche superata dalla Cina come terza potenza economica mondiale, ma la Germania continua a guidare indisturbata la classifica dei Paesi che producono più beni ambientali, come impianti eolici o sistemi per lo smaltimento dei rifiuti. Anzi, negli ultimi anni la quota di Berlino nel commercio mondiale di prodotti verdi è aumentata, salendo al 16%. A questa conclusione giunge il "Rapporto sull'economia ambientale" del governo tedesco, presentato nei giorni scorsi.
Lo studio contiene un altro dato significativo: oggi quasi due milioni di tedeschi (1,8 milioni) hanno un lavoro "verde". Un record che potrebbe essere stracciato nei prossimi anni. Le previsioni degli esperti dell'esecutivo parlano infatti di 500.000 nuovi posti di lavoro in questo settore entro il 2020.
Ai livelli di crescita attuali l'industria della protezione dell'ambiente potrebbe scavalcare nel medio periodo settori portanti dell'economia tedesca come quello della costruzione di veicoli.

giovedì 25 dicembre 2008

Fröhliche Weihnachten!

Fröhliche Weihnachten!
Ecogermania tornerà a inizio gennaio. Buone feste a tutti!

sabato 13 dicembre 2008

La cancelliera che difende(va) il clima

"Abbiamo raggiunto un grosso successo" (Angela Merkel, dopo il vertice di giovedì e venerdì a Bruxelles che ha dato il via libera al pacchetto clima).

L'obiettivo di un taglio delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020 "potrà essere raggiunto a stento, perché sono state ammesse troppe eccezioni" e "probabilmente" possiamo dire addio già oggi all'obiettivo del 30% (Hans Joachim Schellnhuber, direttore del Potsdam Institut für Klimafolgenforschung e consulente di Merkel per le questioni ambientali, intervistato oggi dalla Süddeutsche Zeitung).

"Nei tre anni da cancelliera Angela Merkel ha fatto delle cose importanti, per la difesa del clima e per la credibilità della politica. Si è comportata come se per i politici ci fossero degli obiettivi che si sottraggono all'opportunismo e agli interessi di potere del momento. Così ha mostrato al mondo qualcosa di grande. E ha fatto una promessa. Ora ha iniziato a infrangerla" (Brigitte Fehrle sulla prima pagina della Zeit di questa settimana)

mercoledì 10 dicembre 2008

La difesa del clima mette a rischio i posti di lavoro?

"Politiche rigorose su clima ed energia danno un impulso positivo alla crescita" e possono contribuire a creare entro il 2020 "mezzo milione di nuovi posti di lavoro in Germania". Parola del Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung e del Fraunhofer Institut für System- und Innovationsforschung. I due istituti presenteranno giovedì a Poznan uno studio che sembra fatto apposta per contraddire la frenata del cancelliere Angela Merkel su questo tema (il vertice Ue di giovedì e venerdì a Bruxelles "non prenderà nessuna decisione sulla difesa del clima che metterà a rischio i posti di lavoro o gli investimenti in Germania", aveva detto Merkel alla Bild). Investendo su energie rinnovabili ed efficienza energetica è possibile aumentare entro il 2020 il Pil tedesco di oltre 70 miliardi, si legge nello studio.

A confermare questo punto di vista è una ricerca della società di consulenza Roland Berger effettuata per il ministero dell'Ambiente tedesco e citata oggi dall'Handelsblatt. In base allo studio, in Germania le tecnologie verdi cresceranno a tal punto da superare intorno al 2020 due settori-chiave per la prima economia di Eurolandia come la meccanica e la costruzione di veicoli. Entro il 2030 la quota delle tecnologie ambientali sull'intero fatturato dell'industria tedesca passerà dal 4% del 2005 al 16%.

Chi ha già capito le potenzialità insite in questo settore è Siemens. Le tecnologie raccolte nel "portafoglio verde" del gigante industriale tedesco rappresentano ormai un quarto del fatturato (19 miliardi nel 2008, che dovrebbero diventare 25 da qui al 2011). "Siamo ai vertici mondiali" nel campo "e ci vogliamo restare", ha detto all'Handelsblatt il numero uno di Siemens, Peter Löscher.
 
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