venerdì 21 dicembre 2007
Buon Natale!
Buon Natale a tutti e a presto! Fröhliche Weihnachten!
martedì 18 dicembre 2007
Il salario minimo? Un regalo a Deutsche Post. Parola della commissione sui monopoli
La liberalizzazione del mercato postale tedesco, che scatterà a inizio 2008, verrà così "resa molto più difficile", nota la commissione.
Non solo, ma a rimetterci saranno anche i consumatori tedeschi, perché un salario minimo elevato impedisce il taglio delle tasse postali, ha spiegato Basedow.
Secondo gli esperti della commissione, in futuro sarebbe meglio affidare al Bundeskartellamt (l'Ufficio federale sui cartelli) un diritto di audizione nei casi in cui il Ministero del Lavoro decida di dichiarare obbligatorio per un intero settore un contratto collettivo.
Nel caso delle poste, del resto, il salario minimo è stato negoziato tra i sindacati e un'associazione di categoria (Postdienste) dominata proprio da Deutsche Post.
lunedì 10 dicembre 2007
Il salario massimo
Per ora, nel polverone sollevato dall'attacco di Merkel, due cose restano certe. La prima: il governo federale non avanzerà nessuna iniziativa di legge per stabilire un limite agli stipendi dei manager. La seconda: l'entità di pagamenti e buonuscite viene decisa all'interno delle aziende. Forse il focus della discussione andrebbe allargato dunque ai consiglieri di sorveglianza. L'articolo 87 della Aktiengesetz (la legge tedesca sulle società per azioni) affida a loro il compito di controllare che gli stipendi dei consiglieri di amministrazione siano proporzionati ai loro compiti.
domenica 9 dicembre 2007
Post Kyoto
Entrerà nel vivo soltanto la prossima settimana la conferenza sul clima di Bali, da cui dovrebbe uscire un mandato negoziale per un accordo post Kyoto (il protocollo scade nel 2012). Nei prossimi giorni arriverà sull'isola indonesiana anche il ministro dell'Ambiente tedesco, Sigmar Gabriel. Il quale, prima di partire, è intervenuto a un incontro del G8 a Berlino, esteso anche ad altri Paesi (tra cui Cina, India e Brasile), per spiegare qual è, secondo lui, la chiave decisiva nella lotta al riscaldamento globale. Bisogna creare, ha detto Gabriel, un mercato mondiale delle emissioni di Co2. In tal modo si raggiungono due effetti: da un lato i principali attori dell'aumento delle temperature terrestri (società energetiche ed industrie) vengono costrette a partecipare ai costi, in quanto devono procurarsi i certificati di emissione su un vero mercato; dall'altro i ricavi di questo commercio possono essere utilizzati per trasferire tecnologie verdi ai Paesi in via di sviluppo, che altrimenti non potrebbero permettersele. Anche perché, ha chiarito Gabriel, non si possono finanziare gli enormi costi della lotta al "climate change" soltanto attraverso i bilanci statali.
Qui un passaggio del discorso di Gabriel a Berlino, tenuto a inizio dicembre:
venerdì 7 dicembre 2007
Mille licenziamenti per il salario minimo?
Lasciamo per un momento da parte le critiche della Spd, della confederazione sindacale DGB e dell'ex monopolista statale Deutsche Post, uniti nel criticare le "manovre diversive" di Pin (l'azienda, è il loro ragionamento, paga stipendi da fame e, dopo aver accumulato pesanti perdite, tenta ora di coprire i fallimenti dei suoi manager usando come pretesto il salario minimo).
Al di là delle polemiche, infatti, il caso Pin risolleva una questione di fondo. È più corretto fissare un salario minimo unitario, valido a livello nazionale per tutte le categorie professionali, o agire caso per caso e stabilire livelli differenziati per i lavoratori edili, i postini e così via? Quest'ultima strada è quella scelta dal governo federale, costretto a mediare tra la posizione dei socialdemocratici (sì al minimo salariale generalizzato) e dei conservatori della Cdu/Csu (che invece frenano).
La linea della Grande coalizione è però bocciata da diversi esperti. Secondo Bert Rürup, capo del consiglio dei "cinque saggi" e principale consigliere economico del governo federale, la soluzione ideale sarebbe fissare un minimo salariale unitario sì, ma non troppo elevato, per non mettere a rischio i posti di lavoro esistenti.
Il sospetto è che il salario minimo da 9,80 euro non sia altro che un tentativo di proteggere Deutsche Post, proprio nel momento in cui, da gennaio, il mercato delle spedizioni delle lettere in Germania verrà liberalizzato. Tnt Post, l'altro grande concorrente dell'ex gigante pubblico accanto a Pin, ha già comunicato di aver bloccato i suoi piani di crescita. A trarne vantaggio è stato il titolo Deutsche Post, salito in borsa di circa il 5% dopo il sì del governo al salario minimo. Un balzo di cui ha approfittato il numero uno Klaus Zumwinkel, che ha guadagnato 4,73 milioni di euro vendendo un proprio pacchetto di azioni.
domenica 2 dicembre 2007
La forbice dei redditi
Leggendo le critiche del presidente federale mi è tornato in mente uno studio della società di consulenza Kienbaum, pubblicato a fine giugno. Negli ultimi trent'anni l'evoluzione dei guadagni della maggior parte dei consiglieri di amministrazione non si è discostata in maniera significativa da quella dei salari, si legge nello studio. Con un'eccezione: le prime 100 aziende dell'economia tedesca. In queste i redditi dei top manager hanno subito un'imponente accelerazione a partire dalla fine degli anni '90, dopo la moderazione registrata tra metà anni Settanta e metà Novanta. Risultato: mentre tra 1976 e 1996 i top manager guadagnavano 15-20 volte di più dei loro dipendenti, oggi il rapporto è salito a 43:1.
