Negli ultimi anni in Germania il biologico ha compiuto il grande passo da movimento di nicchia a fenomeno collettivo. Ormai i prodotti col marchio esagonale "Bio" compaiono in bella vista persino sugli scaffali dei discount Aldi e Lidl.A confermare il trend di crescita sono i calcoli provvisori dell'Associazione dei produttori biologici (BÖLW) relativi al 2007. Nello scorso anno il giro d'affari degli alimenti bio è salito del 15%, con un volume di vendite che ha raggiunto per la prima volta i cinque miliardi di euro.
A titolo di paragone: nel 1997 il fatturato dei prodotti alimentari col marchio "Bio" si aggirava intorno a 1,5 miliardi.
Il biologico rischia però di diventare vittima del suo stesso successo. L'aumento delle vendite non va infatti di pari passo con l'espansione della superficie dedicata all'agricoltura biologica, che rappresenta appena il 5% del totale e cresce molto lentamente (nel 2005, ad esempio, era ferma al 4,7%, nel 2006 al 4,9%) . E così, per rispondere a una domanda in rapido sviluppo, la Germania è costretta a far ricorso sempre più alle importazioni (con conseguenti dubbi in quanti, oltre all'assenza di pesticidi, danno peso anche ai chilometri percorsi dalla propria frutta e verdura).
Le cause del fenomeno sono molteplici. Ad esempio vanno ricercate nei costi e nel lungo periodo (tre anni) necessari agli agricoltori per completare il passaggio dalla coltivazione tradizionale a quella biologica. Per il BÖLW, però, non mancano le ragioni politiche. Nel 2007 quasi tutti i Länder hanno infatti tagliato le sovvenzioni agli agricoltori che passano al biologico.

1 commenti:
Linkato. Un blog con posizioni radicalmente diverse dalle mie, ma apprezzabile!
Ciao
Gn
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