Si riapre in Germania il dibattito sugli incentivi allo sviluppo delle energie rinnovabili. Secondo uno studio dell'istituto Rwi commissionato dal ministero federale dell'Economia e riportato per primo dal quotidiano Handelsblatt, i rimborsi assicurati ai gestori di impianti fotovoltaici costeranno 120 miliardi di euro entro il 2035. L'istituto chiede dunque di tagliare del 30% tali incentivi, per evitare che i costi possano assumere dimensioni simili a quelle delle sovvenzioni statali all'estrazione del carbone (anche se il paragone sembra reggere poco, se si pensa tra l'altro ai differenti contributi delle due tecnologie alla riduzione delle emissioni di Co2).La proposta dell'istituto Rwi è stata accolta con favore dalla Confindustria tedesca (Bdi) e dalle associazioni dei consumatori, che hanno ugualmente sollecitato un taglio degli incentivi. L'Handelsblatt spiega del resto che il sistema attuale, pur consentendo, da un lato, un rapido sviluppo del fotovoltaico in Germania, dall'altro garantisce elevati margini di guadagno alle aziende presenti in questo ambito.
Per l'Associazione tedesca dell'energia solare, al contrario, una riduzione eccessiva dei rimborsi finirebbe per strozzare il settore, a cominciare dalle imprese più piccole.
Per scoprire quanto sensibile sia la discussione, basta gettare uno sguardo ai listini di borsa: in questi giorni i titoli delle aziende tedesche attive nel mercato del fotovoltaico registrano un calo costante (Solon, ad esempio, è arrivata a perdere oggi oltre il 6%).
La legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG) consente ai gestori di impianti fotovoltaici di immettere la corrente prodotta nella rete nazionale, ottenendo un incentivo il cui importo - fisso per 20 anni - supera di gran lunga il prezzo di mercato dell'energia elettrica prodotta convenzionalmente. A pagare la differenza sono i consumatori tedeschi.
Il sistema prevede un calo dei rimborsi del 5% all'anno. Il governo federale, che ha intenzione di approvare una modifica della EEG entro fine 2008, vorrebbe ridurre ulteriormente nei prossimi anni gli incentivi, a un tasso, comunque, non superiore al 9% annuo. Secondo l'Associazione tedesca dell'energia solare, se si vogliono evitare effetti catastrofici il taglio non dovrebbe superare invece la soglia del 7%.
(Nella foto: impianto fotovoltaico a Berlino con, sullo sfondo, la cancelleria federale. Fonte: BSW-Solar/Langrock)

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