Era soltanto una questione di tempo prima che in Germania si levassero le prime voci a sostegno di una nazionalizzazione di Opel. Quello che stupisce è che ad avanzare una simile richiesta non sono settori tradizionalmente favorevoli a un ruolo forte dello Stato nell'economia (penso ad esempio alla Linke di Oskar Lafontaine), bensì esperti come Peter Bofinger. Alla Münchner Merkur di oggi Bofinger, membro del consiglio dei "Cinque saggi", il più influente organismo consultivo del governo federale in campo economico, ha spiegato: "nel caso di Opel l'esecutivo dovrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di nazionalizzare temporaneamente l'azienda, per poi rivenderla quanto prima a investitori privati non appena la crisi sarà superata". Dichiarazioni poi ribadite in un'intervista a Deutschlandradio Kultur.
Ieri sera anche il presidente federale Horst Köhler (ex direttore del Fondo monetario internazionale ed esponente della Cdu, il partito cristiano-democratico del cancelliere Angela Merkel) si era detto favorevole agli aiuti statali.
Ultime conferme del fatto che anche a Berlino la crisi finanziaria ha mandato all'aria gli schieramenti tradizionali.
martedì 18 novembre 2008
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