"Politiche rigorose su clima ed energia danno un impulso positivo alla crescita" e possono contribuire a creare entro il 2020 "mezzo milione di nuovi posti di lavoro in Germania". Parola del Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung e del Fraunhofer Institut für System- und Innovationsforschung. I due istituti presenteranno giovedì a Poznan uno studio che sembra fatto apposta per contraddire la frenata del cancelliere Angela Merkel su questo tema (il vertice Ue di giovedì e venerdì a Bruxelles "non prenderà nessuna decisione sulla difesa del clima che metterà a rischio i posti di lavoro o gli investimenti in Germania", aveva detto Merkel alla Bild). Investendo su energie rinnovabili ed efficienza energetica è possibile aumentare entro il 2020 il Pil tedesco di oltre 70 miliardi, si legge nello studio.
A confermare questo punto di vista è una ricerca della società di consulenza Roland Berger effettuata per il ministero dell'Ambiente tedesco e citata oggi dall'Handelsblatt. In base allo studio, in Germania le tecnologie verdi cresceranno a tal punto da superare intorno al 2020 due settori-chiave per la prima economia di Eurolandia come la meccanica e la costruzione di veicoli. Entro il 2030 la quota delle tecnologie ambientali sull'intero fatturato dell'industria tedesca passerà dal 4% del 2005 al 16%.
Chi ha già capito le potenzialità insite in questo settore è Siemens. Le tecnologie raccolte nel "portafoglio verde" del gigante industriale tedesco rappresentano ormai un quarto del fatturato (19 miliardi nel 2008, che dovrebbero diventare 25 da qui al 2011). "Siamo ai vertici mondiali" nel campo "e ci vogliamo restare", ha detto all'Handelsblatt il numero uno di Siemens, Peter Löscher.
mercoledì 10 dicembre 2008
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