venerdì 30 maggio 2008
Miracoli della comunicazione
Da un incontro tra alcuni imprenditori attivi nel settore delle energie rinnovabili cui ho partecipato qualche giorno fa a Berlino. A prendere il microfono è l'amministratore di un'azienda che produce collettori solari. «Lo scorso anno abbiamo chiesto a una società specializzata di effettuare una ricerca di mercato. In base ai risultati ottenuti abbiamo deciso di cambiare la nostra strategia di comunicazione. Mentre prima dicevamo ai clienti: "comprate i nostri pannelli per salvare l'ambiente", ora chiediamo loro: "volete risparmiare 100.000 euro nei prossimi anni?". Oggi vendiamo il doppio degli impianti rispetto a un anno fa».
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sabato 10 maggio 2008
Rwe prepara il "Co2otto"
Secondo quanto riporta il sito del settimanale Stern, la tedesca Rwe ha intenzione di costruire in Germania una pipeline lunga centinaia di chilometri, per trasportare biossido di carbonio (Co2). Il gas verrà prelevato da una centrale a carbone che dovrebbe entrare in funzione nel 2014 nella Renania (ovest), separato, reso liquido e trasportato attraverso la condotta nello Schleswig-Holstein (nord). Qui dovrebbe essere deposto sotto terra.
Come spiegato allo Stern da Johannes Lambertz, numero uno di Rwe Power, il permesso per la costruzione della pipeline dovrebbe giungere nei prossimi 12-24 mesi, mentre i tempi di costruzione dovrebbero aggirarsi sui sei mesi.
La tecnologia CCS (dall'inglese "Carbon Capture and Storage", cioè cattura e stoccaggio del biossido di carbonio) ha iniziato a muovere i primi passi in Germania con l'annuncio di un progetto pilota in Brandeburgo gestito da Vattenfall. Secondo gli esperti, comunque, per i primi impieghi concreti bisognerà attendere almeno il 2020. Lambertz è invece convinto che Rwe riuscirà a realizzare già nel 2014 la prima centrale a carbone "priva di Co2" (una denominazione, questa, che un tribunale ha vietato a Vattenfall di usare per il suo progetto pilota).
Non è ancora chiaro dove il biossido di carbonio verrà seppellito. Lo Stern ipotizza come sito anche l'isola di Sylt, sul Mare del Nord. Sono già partite le proteste dei cittadini.
Come spiegato allo Stern da Johannes Lambertz, numero uno di Rwe Power, il permesso per la costruzione della pipeline dovrebbe giungere nei prossimi 12-24 mesi, mentre i tempi di costruzione dovrebbero aggirarsi sui sei mesi.
La tecnologia CCS (dall'inglese "Carbon Capture and Storage", cioè cattura e stoccaggio del biossido di carbonio) ha iniziato a muovere i primi passi in Germania con l'annuncio di un progetto pilota in Brandeburgo gestito da Vattenfall. Secondo gli esperti, comunque, per i primi impieghi concreti bisognerà attendere almeno il 2020. Lambertz è invece convinto che Rwe riuscirà a realizzare già nel 2014 la prima centrale a carbone "priva di Co2" (una denominazione, questa, che un tribunale ha vietato a Vattenfall di usare per il suo progetto pilota).
Non è ancora chiaro dove il biossido di carbonio verrà seppellito. Lo Stern ipotizza come sito anche l'isola di Sylt, sul Mare del Nord. Sono già partite le proteste dei cittadini.
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CCS (Carbon Capture and Storage)
martedì 6 maggio 2008
Troppo generosi gli incentivi al fotovoltaico?
Si riapre in Germania il dibattito sugli incentivi allo sviluppo delle energie rinnovabili. Secondo uno studio dell'istituto Rwi commissionato dal ministero federale dell'Economia e riportato per primo dal quotidiano Handelsblatt, i rimborsi assicurati ai gestori di impianti fotovoltaici costeranno 120 miliardi di euro entro il 2035. L'istituto chiede dunque di tagliare del 30% tali incentivi, per evitare che i costi possano assumere dimensioni simili a quelle delle sovvenzioni statali all'estrazione del carbone (anche se il paragone sembra reggere poco, se si pensa tra l'altro ai differenti contributi delle due tecnologie alla riduzione delle emissioni di Co2).La proposta dell'istituto Rwi è stata accolta con favore dalla Confindustria tedesca (Bdi) e dalle associazioni dei consumatori, che hanno ugualmente sollecitato un taglio degli incentivi. L'Handelsblatt spiega del resto che il sistema attuale, pur consentendo, da un lato, un rapido sviluppo del fotovoltaico in Germania, dall'altro garantisce elevati margini di guadagno alle aziende presenti in questo ambito.
Per l'Associazione tedesca dell'energia solare, al contrario, una riduzione eccessiva dei rimborsi finirebbe per strozzare il settore, a cominciare dalle imprese più piccole.
Per scoprire quanto sensibile sia la discussione, basta gettare uno sguardo ai listini di borsa: in questi giorni i titoli delle aziende tedesche attive nel mercato del fotovoltaico registrano un calo costante (Solon, ad esempio, è arrivata a perdere oggi oltre il 6%).
La legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG) consente ai gestori di impianti fotovoltaici di immettere la corrente prodotta nella rete nazionale, ottenendo un incentivo il cui importo - fisso per 20 anni - supera di gran lunga il prezzo di mercato dell'energia elettrica prodotta convenzionalmente. A pagare la differenza sono i consumatori tedeschi.
Il sistema prevede un calo dei rimborsi del 5% all'anno. Il governo federale, che ha intenzione di approvare una modifica della EEG entro fine 2008, vorrebbe ridurre ulteriormente nei prossimi anni gli incentivi, a un tasso, comunque, non superiore al 9% annuo. Secondo l'Associazione tedesca dell'energia solare, se si vogliono evitare effetti catastrofici il taglio non dovrebbe superare invece la soglia del 7%.
(Nella foto: impianto fotovoltaico a Berlino con, sullo sfondo, la cancelleria federale. Fonte: BSW-Solar/Langrock)
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