Quante sono le possibilità che la Germania non riuscirà presto a coprire il suo fabbisogno energetico? Molte, risponde l'Agenzia federale per l'energia (dena). Stando ai suoi calcoli, già nel 2012 le centrali elettriche tedesche non saranno in grado di produrre corrente sufficiente per rispondere ai picchi di domanda. Tale divario è destinato ad ampliarsi, tanto che, nel 2020, la domanda dovrebbe superare le capacità installate di 11.700 megawatt. Per impedire una simile evoluzione (che porterebbe a un ulteriore aumento dei prezzi energetici), la dena propone di costruire nuove centrali a carbone e a gas con una potenza complessiva di 12.000 megawatt. Argomento quanto mai delicato in un Paese in cui nelle ultime settimane si sono moltiplicate le iniziative civiche contro la prevista realizzazione di alcune centrali a carbone.
Sull'argomento è esploso un duro scontro tra il ministro federale dell'Economia, Michael Glos (cristiano-sociale della Csu) e il suo collega dell'Ambiente, Sigmar Gabriel (socialdemocratico della Spd). A differenza di Glos, infatti, Gabriel contesta l'ipotesi di un "buco" nei rifornimenti energetici. Si tratta, spiega, di un annuncio che punta a spaventare i cittadini e a convincerli della necessità di mantenere in attività le centrali nucleari tedesche (che dovrebbe essere gradualmente spente entro il 2021). Una posizione che corrisponde a quella di diverse associazioni ambientaliste, come la Deutsche Umwelthilfe. Dal canto suo, però, Gabriel se la prende anche con i gruppi ambientalisti che, accusa, col loro no a nuove centrali a carbone fanno il gioco dei sostenitori dei reattori nucleari.
Visualizzazione post con etichetta approvvigionamenti energetici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta approvvigionamenti energetici. Mostra tutti i post
venerdì 18 aprile 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)
