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venerdì 30 maggio 2008

Miracoli della comunicazione

Da un incontro tra alcuni imprenditori attivi nel settore delle energie rinnovabili cui ho partecipato qualche giorno fa a Berlino. A prendere il microfono è l'amministratore di un'azienda che produce collettori solari. «Lo scorso anno abbiamo chiesto a una società specializzata di effettuare una ricerca di mercato. In base ai risultati ottenuti abbiamo deciso di cambiare la nostra strategia di comunicazione. Mentre prima dicevamo ai clienti: "comprate i nostri pannelli per salvare l'ambiente", ora chiediamo loro: "volete risparmiare 100.000 euro nei prossimi anni?". Oggi vendiamo il doppio degli impianti rispetto a un anno fa».

martedì 6 maggio 2008

Troppo generosi gli incentivi al fotovoltaico?

Si riapre in Germania il dibattito sugli incentivi allo sviluppo delle energie rinnovabili. Secondo uno studio dell'istituto Rwi commissionato dal ministero federale dell'Economia e riportato per primo dal quotidiano Handelsblatt, i rimborsi assicurati ai gestori di impianti fotovoltaici costeranno 120 miliardi di euro entro il 2035. L'istituto chiede dunque di tagliare del 30% tali incentivi, per evitare che i costi possano assumere dimensioni simili a quelle delle sovvenzioni statali all'estrazione del carbone (anche se il paragone sembra reggere poco, se si pensa tra l'altro ai differenti contributi delle due tecnologie alla riduzione delle emissioni di Co2).

La proposta dell'istituto Rwi è stata accolta con favore dalla Confindustria tedesca (Bdi) e dalle associazioni dei consumatori, che hanno ugualmente sollecitato un taglio degli incentivi. L'Handelsblatt spiega del resto che il sistema attuale, pur consentendo, da un lato, un rapido sviluppo del fotovoltaico in Germania, dall'altro garantisce elevati margini di guadagno alle aziende presenti in questo ambito.
Per l'Associazione tedesca dell'energia solare, al contrario, una riduzione eccessiva dei rimborsi finirebbe per strozzare il settore, a cominciare dalle imprese più piccole.

Per scoprire quanto sensibile sia la discussione, basta gettare uno sguardo ai listini di borsa: in questi giorni i titoli delle aziende tedesche attive nel mercato del fotovoltaico registrano un calo costante (Solon, ad esempio, è arrivata a perdere oggi oltre il 6%).

La legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG) consente ai gestori di impianti fotovoltaici di immettere la corrente prodotta nella rete nazionale, ottenendo un incentivo il cui importo - fisso per 20 anni - supera di gran lunga il prezzo di mercato dell'energia elettrica prodotta convenzionalmente. A pagare la differenza sono i consumatori tedeschi.

Il sistema prevede un calo dei rimborsi del 5% all'anno. Il governo federale, che ha intenzione di approvare una modifica della EEG entro fine 2008, vorrebbe ridurre ulteriormente nei prossimi anni gli incentivi, a un tasso, comunque, non superiore al 9% annuo. Secondo l'Associazione tedesca dell'energia solare, se si vogliono evitare effetti catastrofici il taglio non dovrebbe superare invece la soglia del 7%.

(Nella foto: impianto fotovoltaico a Berlino con, sullo sfondo, la cancelleria federale. Fonte: BSW-Solar/Langrock)

domenica 24 febbraio 2008

Aumentano i pannelli solari sui tetti tedeschi

Sempre più tedeschi utilizzano impianti fotovoltaici, pannelli solari o stufe a pellet. Lo rivela uno studio sulle energie rinnovabili commissionato dal ministero federale dell'Economia e realizzato dall'istituto RWI e dalla società di sondaggi forsa.

Stando alla ricerca, nel 2006 i collettori solari installati sui tetti delle abitazioni erano in tutto 800.000.
In termini percentuali, ciò significa che il 4,9% delle case in Germania veniva riscaldato o riceveva acqua calda attraverso pannelli solari. Nel 2005 la percentuale era del 4,4%.

Dal 2005 al 2006 gli impianti fotovoltaici hanno fatto segnare un raddoppio della loro quota, dallo o,9 all'1,8%. I sistemi installati erano quasi 300.000.

La ricerca evidenzia andamenti di crescita simili anche per
le pompe di calore (dal 2,1 al 2,4%) e per i sistemi di riscaldamento a pellet (passati dallo 0,5 al 2,2% del totale).

A fare ancora la parte del leone sono però, com'era prevedibile, le fonti tradizionali. Il metano, ad esempio, mantiene una quota del 36,7%.

(Nella foto: un impianto eliotermico nel quartiere berlinese di Reinickendorf. Fonte: BSW-Solar/Upmann)
 
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