Già, perché un amministratore delegato che ha affondato il titolo in borsa della sua società dovrebbe essere poi premiato con una liquidazione milionaria? L'attacco di Angela Merkel alle buonuscite dorate dei manager, lanciato a inizio mese dal palco del congresso della Cdu ad Hannover, continua a far sentire il suo effetto. Il tema, del resto, assicura facile presa sugli elettori: secondo un sondaggio TNS-Emnid pubblicato dalla "Bild am Sonntag", quasi due terzi dei tedeschi vorrebbero che lo Stato fissasse un tetto agli stipendi dei manager. Un sentimento che, a pochi mesi dall'avvio di un'importante tornata elettorale a livello regionale, non resta inascoltato. I socialdemocratici della Spd hanno appena creato un gruppo di lavoro, che dovrà verificare la possibilità di ridurre la deducibilità fiscale delle liquidazioni e di aumentare la trasparenza degli stipendi dei manager. Proposte concrete sono attese in primavera.
Per ora, nel polverone sollevato dall'attacco di Merkel, due cose restano certe. La prima: il governo federale non avanzerà nessuna iniziativa di legge per stabilire un limite agli stipendi dei manager. La seconda: l'entità di pagamenti e buonuscite viene decisa all'interno delle aziende. Forse il focus della discussione andrebbe allargato dunque ai consiglieri di sorveglianza. L'articolo 87 della Aktiengesetz (la legge tedesca sulle società per azioni) affida a loro il compito di controllare che gli stipendi dei consiglieri di amministrazione siano proporzionati ai loro compiti.
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lunedì 10 dicembre 2007
domenica 2 dicembre 2007
La forbice dei redditi
In Germania si torna a parlare del crescente divario tra i redditi dei manager e gli stipendi dei lavoratori dipendenti. A rilanciare il dibattito è stato il presidente federale Horst Köhler in un'intervista al quotidiano "Handelsblatt" (Spiegel Online riprende la notizia). Tra i cittadini "c'è la comprensibile sensazione che qualcosa non va quando i redditi di alcuni crescono enormemente e quelli degli altri, invece, ristagnano", ha detto Köhler. "Vedo una estraniazione tra imprenditori e società e penso che l'economia abbia il dovere di opporvisi", ha aggiunto.
Leggendo le critiche del presidente federale mi è tornato in mente uno studio della società di consulenza Kienbaum, pubblicato a fine giugno. Negli ultimi trent'anni l'evoluzione dei guadagni della maggior parte dei consiglieri di amministrazione non si è discostata in maniera significativa da quella dei salari, si legge nello studio. Con un'eccezione: le prime 100 aziende dell'economia tedesca. In queste i redditi dei top manager hanno subito un'imponente accelerazione a partire dalla fine degli anni '90, dopo la moderazione registrata tra metà anni Settanta e metà Novanta. Risultato: mentre tra 1976 e 1996 i top manager guadagnavano 15-20 volte di più dei loro dipendenti, oggi il rapporto è salito a 43:1.
Leggendo le critiche del presidente federale mi è tornato in mente uno studio della società di consulenza Kienbaum, pubblicato a fine giugno. Negli ultimi trent'anni l'evoluzione dei guadagni della maggior parte dei consiglieri di amministrazione non si è discostata in maniera significativa da quella dei salari, si legge nello studio. Con un'eccezione: le prime 100 aziende dell'economia tedesca. In queste i redditi dei top manager hanno subito un'imponente accelerazione a partire dalla fine degli anni '90, dopo la moderazione registrata tra metà anni Settanta e metà Novanta. Risultato: mentre tra 1976 e 1996 i top manager guadagnavano 15-20 volte di più dei loro dipendenti, oggi il rapporto è salito a 43:1.
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