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lunedì 21 aprile 2008

Bassi salari, Germania supererà presto gli Usa?

In Germania la quota di lavoratori pagati poco potrebbe essere presto superiore rispetto agli Stati Uniti. Secondo uno studio dell'istituto IAQ, nel giro di un decennio la percentuale di persone che percepiscono salari bassi - cioè inferiori a 6,81 euro all'ora nell'Est e 9,61 euro nell'Ovest del Paese - è salita dal 15% al 22,2%. Si tratta in tutto di circa 6,5 milioni di persone. Due milioni di tedeschi ricevono addirittura meno di cinque euro all'ora.

In nessuno dei Paesi esaminati dall'IAQ nella sua ricerca è stata registrata negli scorsi anni una crescita del settore delle occupazioni con retribuzioni basse simile a quella della Germania. In Francia la quota di impiegati con bassi salari è dell'11,1%, in Olanda del 17,6%, in Danimarca dell'8,5%. Negli Stati Uniti raggiunge il 25%.

Nella Repubblica federale, inoltre, due terzi degli appartenenti alla categoria dei "Geringverdiener" (coloro che guadagnano poco) hanno un diploma professionale o una laurea.

martedì 18 dicembre 2007

Il salario minimo? Un regalo a Deutsche Post. Parola della commissione sui monopoli

Il salario minimo per i postini, che dovrebbe essere introdotto in Germania dal primo gennaio 2008, "non ha evidentemente l'obiettivo di tutelare gli interessi dei lavoratori tedeschi, quanto piuttosto quello di silurare la concorrenza nel settore delle poste". Parola della commissione tedesca sui monopoli, che, in uno studio presentato oggi, si scaglia contro la decisione della Grosse Koalition di fissare un minimo salariale per i portalettere compreso tra gli 8 e i 9,80 euro. In questo modo, ha detto Jürgen Basedow, presidente dell'organo consultivo del governo federale, Deutsche Post può aumentare in modo massiccio i costi dei propri concorrenti, senza essere direttamente colpita. Già oggi, infatti, l'ex monopolista statale versa ai propri dipendenti più del salario minimo, mentre Pin e Tnt Post, i suoi due principali concorrenti, si fermano al massimo a 7,50 euro l'ora.
La liberalizzazione del mercato postale tedesco, che scatterà a inizio 2008, verrà così "resa molto più difficile", nota la commissione.
Non solo, ma a rimetterci saranno anche i consumatori tedeschi, perché un salario minimo elevato impedisce il taglio delle tasse postali, ha spiegato Basedow.
Secondo gli esperti della commissione, in futuro sarebbe meglio affidare al Bundeskartellamt (l'Ufficio federale sui cartelli) un diritto di audizione nei casi in cui il Ministero del Lavoro decida di dichiarare obbligatorio per un intero settore un contratto collettivo.
Nel caso delle poste, del resto, il salario minimo è stato negoziato tra i sindacati e un'associazione di categoria (Postdienste) dominata proprio da Deutsche Post.

venerdì 7 dicembre 2007

Mille licenziamenti per il salario minimo?

Il salario minimo distrugge o conserva i posti di lavoro? La domanda continua a dividere gli alleati della Grande coalizione, dopo l'annuncio del gruppo postale Pin di voler licenziare mille dipendenti (ne parla il "Financial Times Deutschland"). Motivo della decisione: il compromesso raggiunto dal governo federale, che prevede di introdurre, dal primo gennaio 2008 , un salario minimo compreso tra gli 8 e i 9,80 euro all'ora per i postini. Un livello "esorbitante", ha attaccato il gruppo postale privato, in mano all'editore Axel Springer.

Lasciamo per un momento da parte le critiche della Spd, della confederazione sindacale DGB e dell'ex monopolista statale Deutsche Post, uniti nel criticare le "manovre diversive" di Pin (l'azienda, è il loro ragionamento, paga stipendi da fame e, dopo aver accumulato pesanti perdite, tenta ora di coprire i fallimenti dei suoi manager usando come pretesto il salario minimo).
Al di là delle polemiche, infatti, il caso Pin risolleva una questione di fondo. È più corretto fissare un salario minimo unitario, valido a livello nazionale per tutte le categorie professionali, o agire caso per caso e stabilire livelli differenziati per i lavoratori edili, i postini e così via? Quest'ultima strada è quella scelta dal governo federale, costretto a mediare tra la posizione dei socialdemocratici (sì al minimo salariale generalizzato) e dei conservatori della Cdu/Csu (che invece frenano).
La linea della Grande coalizione è però bocciata da diversi esperti. Secondo
Bert Rürup, capo del consiglio dei "cinque saggi" e principale consigliere economico del governo federale, la soluzione ideale sarebbe fissare un minimo salariale unitario sì, ma non troppo elevato, per non mettere a rischio i posti di lavoro esistenti.

Il sospetto
è che il salario minimo da 9,80 euro non sia altro che un tentativo di proteggere Deutsche Post, proprio nel momento in cui, da gennaio, il mercato delle spedizioni delle lettere in Germania verrà liberalizzato. Tnt Post, l'altro grande concorrente dell'ex gigante pubblico accanto a Pin, ha già comunicato di aver bloccato i suoi piani di crescita. A trarne vantaggio è stato il titolo Deutsche Post, salito in borsa di circa il 5% dopo il sì del governo al salario minimo. Un balzo di cui ha approfittato il numero uno Klaus Zumwinkel, che ha guadagnato 4,73 milioni di euro vendendo un proprio pacchetto di azioni.
 
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